Al Passo delle 100 Croci il mondo non cammina: ROMBA.

Appena inizi a salire, il motore prende voce, la strada si stringe, e il criceto interiore sale sulla ruota come su un banco prova, inizia a correre e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Curve su curve, una sequenza ipnotica di pieghe che ti prendono per mano e ti dicono: “Dai, fidati. Ancora una.”
L’asfalto scorre sotto le gomme, l’aria si fa più fresca, il profumo di bosco entra nel casco e il rombo rimbalza tra gli alberi come un applauso privato riservato solo a chi è lì, in quel momento.

Ogni tornante è una micro-vittoria.
Ogni uscita di curva è un colpo di gas che fa sorridere da soli dentro il casco.
Il criceto è ormai fuori controllo: occhi sgranati, vibrisse al vento, cuore a limitatore mentre la montagna osserva e approva.

Poi arrivi in quota, dove il tempo rallenta e il panorama si apre, e proprio quando pensi che la salita sia già valsa la giornata…
eccolo lì.

Il Ristorante Passo Cento.

Uno chalet di montagna vero, solido, caldo, accogliente come una stretta di mano dopo una bella tirata. Legno, atmosfera alpina, quel silenzio buono rotto solo da chi ride e da piatti che arrivano in tavola con intenzioni chiarissime: farti stare bene. Parcheggi la moto, togli il casco, e il criceto finalmente scende dalla ruota… ma solo per mangiare.


E quando arriva lei, la torta fritta, succede qualcosa di mistico.
Dorata, gonfia, fragrante, perfetta. Non è solo cibo: è ricompensa. È il motivo per cui hai affrontato curve, freddo, salita e forse anche qualche nuvola di troppo. Ogni morso è un “ne è valsa la pena”, ogni boccone rimette carburante nell’anima prima ancora che nel corpo.

Seduto lì, con la moto che riposa fuori e la montagna che ti circonda, capisci che il Passo delle 100 Croci non è solo una strada: è un rito.
E il Ristorante Passo Cento è il pit stop sacro, quello dove il criceto rombante viene nutrito, coccolato e rimesso in pista con un sorriso enorme.


Giri la chiave, il motore riparte.
Il criceto salta di nuovo sulla ruota.
E sai già che tornerai

Un commento

  1. Lascio un commento per vedere l’effetto che fa! Che figata!
    Luca… sei un girottolone incallito!!! Ma sei uscito per davvero o cosa?
    Io e Ire siamo stati a Roma, ma in treno, che ho avuto paura della pioggia… (it’s a shame!!!)
    Ciauuuuu.

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