Prova Honda CMX 1100 – Il criceto scopre il lato relax della forza

Dopo briefing, spiegazioni e inevitabili superpipp… ehm, approfondimenti tecnici della giornata, arriva il momento di salire su qualcosa di decisamente diverso dal solito habitat del criceto rombante: la Honda CMX 1100.

E qui si entra subito in un altro mondo.

Perché se con l’E-Clutch avevamo iniziato a mettere in discussione alcune certezze motociclistiche, con il DCT (Dual Clutch Transmission) Honda facciamo direttamente un salto quantico: leva della frizione? Sparita. Pedale del cambio? Ricordo lontano. Tradizione? Momentaneamente parcheggiata.

Il cambio è completamente automatico oppure gestibile in modalità sequenziale direttamente dal manubrio. In pieno stile MTB elettrica — e sì, il paragone viene spontaneo.
Un pulsante dove normalmente vivono gli abbaglianti permette di salire di marcia, mentre uno sotto il comando delle frecce serve per scalare. Sempre che tu voglia farlo, perché altrimenti la moto pensa a tutto da sola, con una calma quasi zen.

Il criceto osserva, un po’ diffidente.
Poi accende.
E decide di fidarsi.

Caratteristiche

Motore
Cilindrata 1084cc
N° Cilindri 2
Disposizione In Linea
Potenza 88,4 a 7250 giri
Coppia 94 Nm a 4750 giri

Telaio
Tubolare perimetrale in acciaio
Forcella a cartuccia 43mm
Doppio Ammortizzatore con serbatoio separato

Cambio
6 marce DCT

Prime sensazioni: “Qui qualcosa è diverso…”
Saliti in sella, la prima impressione è chiara: questa non è una posizione di guida tradizionale.
Come ha sintetizzato perfettamente Marco:

“Questa moto ha le cose dove non dovrebbero essere…”

Ed effettivamente è così. Pedane avanzate, postura rilassata, braccia distese: per un criceto abituato a cercare la piega e caricare l’anteriore è quasi uno shock culturale.
Serve qualche chilometro per fare pace con la nuova ergonomia. Ma poi succede qualcosa.
Il ritmo rallenta.
Le spalle si abbassano.
E all’improvviso ti senti un po’ Marlboro Man, versione moderna: niente fretta, solo strada davanti e motore che pulsa tranquillo sotto di te.
Relax assoluto.

O quasi…
Perché ogni volta che provo ad appoggiare i piedi a terra parto alla ricerca delle pedane come se fossero state spostate di nascosto da qualcuno. Il criceto guarda in basso, riflette e si adatta — lentamente.

Il bicilindrico della CMX 1100 è una presenza concreta. Non urla, non chiede attenzioni isteriche, ma spinge con decisione e regolarità. È un motore pieno, corposo, di quelli che lavorano bene ai medi e ti accompagnano senza stress. Nonostante la stazza importante, la moto sorprende per agilità e stabilità. Si lascia guidare con facilità, scorre fluida e trasmette sicurezza. Basta però ricordarsi che non è nata per fare la guerra alle curve.

Se provi a chiederle troppo entusiasmo tra una piega e l’altra, lei ti guarda con calma e sembra rispondere:
“Tranquillo. Godiamoci il viaggio.”

E in fondo ha ragione lei.

Mi aspettavo però una moto più morbida, più “divano su due ruote”. In realtà le sospensioni risultano un filo più rigide del previsto e le buche si fanno sentire. Nulla di drammatico, ma abbastanza da ricordarti che sotto c’è comunque una ciclistica vera.
Fortunatamente la sella fa egregiamente il suo lavoro: ampia, comoda e perfetta per macinare chilometri senza che il criceto inizi a protestare dopo mezz’ora.

Il DCT nella vita reale, dopo pochi minuti il cambio automatico smette di sembrare una stranezza e diventa naturale. Nel traffico è quasi disarmante per quanto semplifichi tutto: niente pensieri, niente coordinazione frizione-gas, solo guida fluida.

Vuoi intervenire? Premi i pulsanti e cambi tu.
Non vuoi pensarci? Lei fa tutto.

Ed è proprio qui che il criceto capisce il senso della CMX 1100: non è una moto che vuole impressionarti, ma una moto che vuole accompagnarti, ammettiamolo: questa è una moto decisamente borderline rispetto ai miei gusti abituali. Non nasce per l’attacco al passo di montagna né per cercare la traiettoria perfetta. eppure…. L’esperienza si è rivelata sorprendentemente piacevole… e anche un po’ rivelatoria. Perché ogni tanto uscire dalla propria zona di comfort motociclistica fa scoprire un modo diverso di vivere la strada: meno tensione, più viaggio, meno prestazione, più esperienza.

La Honda CMX 1100 non chiede di correre.
Chiede di partire.

E il criceto rombante, per una volta, rallenta il passo… ma continua comunque a girare ringraziando Honda Motortime per averci dato l’occasione di giocare con tutti questi modelli

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