Street

EICMA Riding Fest 2026 Ducati Streetfighter V4s

Dopo circa 2 ore all’EICMA senza aver provato assolutamente NULLA—se non una crescente invidia verso chi sfrecciava felice nei test ride—riusciamo nell’impresa:
riusciamo a prenotare una prova sulla Zontes 703 RR dove la bellissima hostess ci dona il portachiavi della Zontes.. giusto per pietà visto che ci siamo messi in coda per provare una cinese… e non quelle dei CM….

Sì, esatto.
Due ore per arrivare lì, con un solo test da fare…
Ma ormai eravamo caldi.

Decidiamo quindi di fare il salto di qualità:
“Dai, andiamo a prenotare in Ducati.”

E così, alle 12:00 precise, dopo esserci nutriti con un non meglio identificato lievitato dal prezzo degno di un ristorante di Salt Bae, ci piazziamo in fila.

Apertura stand: 13:30.
Noi: già lì.
Motivazione: sotto zero, ma in crescita.

Nel frattempo?
Spettacolo umano.

  • Gente che “non è mai entrata in pista” però al primo turno “stava dietro ai pro”… certo
  • Racconti al limite della fantascienza
  • E, ciliegina sulla torta, due promoter che ci fanno un questionario su Ducati (e per qualche minuto la fila diventa improvvisamente più sopportabile 😄)

Finalmente arriva il nostro turno.
Prenotiamo.
E BOOM:

Due Ducati Streetfighter V4.

Turno: tipo 16:15 (più o meno, ormai il tempo aveva perso significato).
Nel mezzo io avevo anche un flirt con una MV Agusta F3… ma questa è un’altra storia.

Streetfighter2

Il momento della verità

Briefing:
in sintesi “non fate cazzate e seguite l’istruttore”.

Messaggio chiaro.
Apprezzato.

Ci assegnano la moto… e lì capisci subito che sei davanti a qualcosa di esagerato.
Ogni dettaglio è perfetto.
Componentistica da urlo.
Come direbbe un Navy SEAL:

“il meglio del meglio del meglio.”

Accendi.
La V4 fa le fusa… tipo gatto.
Un gatto da 175 kg incazzato.

La ragazza dello stand ci raccomanda altre 47 volte di stare tranquilli (giustamente), ci mette dietro l’apripista… e si parte.

Prime sensazioni

A bassi giri?
Quasi educata.
Quasi.

Grazie a un’elettronica che, lo ripetiamo per coerenza:

è il meglio del meglio del meglio.

Triangolazione perfetta, posizione sorprendentemente comoda per una naked che, se la lasci fare, ti spara su Marte.

Già dai primi metri capisci una cosa:
puoi chiederle tutto…
ma se esageri, nel migliore dei casi lei ti manda direttamente su un’ambulanza con sirena a palla…

Il dramma: il traffico

Usciamo…
e troviamo traffico.

Bestemmia trattenuta a fatica.

Non possiamo aprire come vorremmo, ma anche così la sensazione è… come dire… lussuriosa.

Finalmente qualche spiraglio:
un paio di pieghe, qualche allungo… e la moto è su un binario.
Zero incertezze.
Zero dubbi.
Solo goduria.


IL MOMENTO

A un certo punto succede.

Un po’ di traffico crea distacco tra me e l’apripista.
Supero il classico nonnetto da passeggio…
e mi ritrovo:

  • strada dritta
  • circa 150 metri da recuperare
  • cervello scollegato

Apro.

E…

PORCADIQUELLAPUTTENA.

Il contachilometri diventa una slot machine impazzita.
Il casco mi si spiaccica in faccia.
Io mi aggrappo al manubrio come se stessi cadendo da un palazzo.
L’anteriore? Galleggia.
Proprio così. GALLEGGIA.

Gli altri davanti sembrano fermi.
Spoiler: NON lo sono.

Guardo un attimo il cruscotto:

19…

Chiudo IMMEDIATAMENTE.

Freno.

Respiro.

Rivaluto tutte le mie scelte di vita.

Street

Considerazioni tecniche (più o meno)

  • Motore: illegale
  • Freni: per fortuna all’altezza (sempre il meglio del meglio del meglio)
  • Stabilità: assurda
  • Effetto collaterale: dipendenza immediata

Unica vera pecca?

Non averla provata in pista.


Rientro alla base

Torniamo allo stand con:

  • mani che tremano
  • occhi lucidi
  • conto in banca che piange preventivamente

La riconsegniamo…
sapendo benissimo che quel giocattolo non ce lo possiamo permettere.

Ma dentro di noi una sola cosa:

“MA CHE CAZZO DI MEGAFIGATA.”


Grazie EICMA.
Grazie Ducati.

E grazie anche al nonnetto…
senza di lui non avrei mai vissuto quel momento completamente irresponsabile 😄

Lascia un commento