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EICMA RIDING FEST 26 - Brutali

Brutali.
No, non è solo il nome.

Le MV Agusta Brutale 800 e MV Agusta Brutale 1000 sono davvero un concentrato di:

  • tecnologia
  • follia
  • eleganza
  • e potenziali denunce per eccesso di goduria.

Secondo giorno di EICMA Riding Fest

Questa volta arriviamo prestissimo.
Di buon mattino.
Motivati.
Quasi sobri.

Ci piazziamo ai cancelli in attesa dell’apertura insieme ad altri appassionati e, tra i vari personaggi, emerge lui:

il quasi compatriota.

Un Volterrano.

Giacca MV addosso, aria da profeta motociclistico e inizia subito a raccontarci le meraviglie della casa di Schiranna come un apostolo delle tre cilindri.

Noi ovviamente gli diciamo:
“Guarda, oggi il nostro obiettivo sono proprio le Brutali.”

Quando scopriamo che è di Volterra gli chiediamo immediatamente:
“Ma allora conoscerai il mitico Mario Rovito, il Gubellinizzatore!”

Lui ci guarda.

Silenzio.

“No…”

Ora.
Volterra non è esattamente Tokyo.
Non è che ci siano 400 preparatori moto nascosti dietro ogni vicolo.

Cerchiamo di aiutarlo:
“Ma sì dai! Mario! Officina dietro Agri! Sospensioni FG-Gubellini!”

E lui, con la serenità di chi ha completamente distrutto ogni aspettativa:

“Eh ma io ho un SH…”

Pausa.

“Sul motorino non è che serva montarci chissà cosa… tanto non va nemmeno buttato giù dal paradiso.”

OOKK.

Altro personaggio meraviglioso archiviato.

 

L’assalto allo stand MV

Finalmente aprono i cancelli.

E lì parte una scena in perfetto stile Fantozzi:
prima passo veloce…
poi trotto…
poi sprint alla Usain Bolt.

Missione compiuta:
siamo praticamente in cima alla fila.

Premio?
Riusciamo a prenotare DUE test ride.

E a quanto pare siamo stati gli ultimi, perché subito dopo sentiamo il boss dello stand dire:

“Dopo di loro basta doppie prenotazioni.”

Tempismo perfetto.


La scelta delle armi

Io ovviamente non ho dubbi:

  • MV Agusta Brutale 800 come antipasto
  • MV Agusta Brutale 1000 come piatto principale

Praticamente colazione leggera.

Unico problema:
tutto nel pomeriggio.


La granita del Grande Puffo

Arriva l’ora di pranzo e faccio una scoperta che mi segnerà profondamente:
la granita blu radioattiva.

Il gusto dichiarato era “lampone”.
Il colore invece era:
Paraflu anni ‘80.

Blu nucleare.

Una roba che se la versi nel radiatore probabilmente raffredda un Boeing.

Eppure…

Con quel caldo infernale diventa immediatamente uno dei migliori pasti dell’intero EICMA.

Prezzo?
Ovviamente criminale.
Ma ormai eravamo spiritualmente distrutti e abbiamo accettato il destino.

Brutale 800 – “La signora elegante che vuole ucciderti con classe”

Finalmente briefing.

Ci assegnano le moto e saliamo in sella.

Madonna santa.

La MV Agusta Brutale 800 è un’opera d’arte.
La nostra era pure la versione “base”…

BASE UN CAZZO.

È rifinita da paura.

La cosa assurda è che una volta seduto sembra quasi non esserci nulla davanti:
dashboard minimale, serbatoio scolpito e quella sensazione da moto costruita attorno al pilota.

Accendi il motore.

E lì capisci subito una cosa:

solo MV suona così.


 

Si parte

Primi chilometri nel traffico…
ma io già lo so dove ci porteranno.

L’anno scorso avevo già fatto il giro con loro.

E infatti eccoci:
rotonda…
sinistra…
apripista controlla il gruppo…

E APRIAMO.

Seconda.
Terza.
Quarta.

Il tachimetro parte per la tangente come una slot machine truccata.

Il rombo urla.
Il casco si fonde con la faccia.
Le curve veloci arrivano una dietro l’altra e la moto è INCREDIBILE.

Zero incertezze.
Zero ondeggiamenti.
Solo precisione chirurgica e ignoranza controllata.

Il tre cilindri 800 magari non ha la cavalleria di un jet militare…
ma si fa sentire ECCOME.

Ed è proprio lì che capisci il nome:

Brutale.

Perché è aggressiva.
Ma contemporaneamente elegante.

Una specie di teppista in smoking.

Il prezzo?
Alto.

Ma a differenza dei panini dell’EICMA…
qui è totalmente giustificato.

Rientriamo allo stand con:

  • sorriso ebete
  • portafoglio in lacrime
  • improvvisa voglia di assaltare un furgone portavalori.

Pausa tecnica fondamentale

Scendo dalla moto.

Domanda esistenziale:
“Come si smaltisce tutta questa adrenalina?”

Risposta:

GRANITA.

Brutale 1000 – “La follia definitiva”

Ed eccola.

MV Agusta Brutale 1000.

Un sogno meccanico.

Salgo in sella e la prima cosa che penso è:
“Ma… è più comoda della 800.”

Poi realizzo anche un altro dettaglio:
qui abbiamo un quattro cilindri.

E abbastanza cavalli da aprire un maneggio professionale.

Partiamo.

Io seguo l’apripista già sapendo cosa ci aspetta.

L’esperienza con la Ducati Streetfighter V4 mi aveva preparato.

Ok no.

Preparato è una parola grossa.

Diciamo:
mi aveva insegnato a non farmi completamente traumatizzare.

Il momento della verità

Arriva il tratto veloce.

E lì…

Mamma mia.

La moto DANZA.

Il motore canta una roba oscena.
Il sound è pornografia meccanica.

Ogni apertura del gas sembra dire:

“Vuoi vedere Urano da vicino?”

Inserimenti perfetti.
Progressione infinita.
Freni devastanti.

È tutto esageratamente bello.

E soprattutto:

È davvero brutale.

Io non volevo più scendere.

Volevo andare direttamente in pista.
Volevo viverci sopra.
Volevo farmi adottare da MV.

Ma purtroppo il giro finisce.

Rientriamo allo stand.

Spengo la moto.

Silenzio.

La riconsegno con la stessa espressione di uno che ha appena visto andare via l’amore della sua vita.

E con la lacrimuccia di chi sa benissimo che un capolavoro del genere probabilmente non entrerà mai nel proprio garage…

…mi dirigo verso l’unica cosa che può consolarmi.

L’ennesima granita blu tossica 😄

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