Marchino

LA STESSA GIORNATA VISTA DA UN ALTRO CRICETO!

E’ successo già qualche volta, chiacchierando di motociclismo con amici, che, per decidere se una persona fosse o meno un motociclista appassionato, utilizzassi il criterio dell’immaginazione: quando hai di fronte agli occhi un panorama piacevole, quando pensi ad un viaggio che hai fatto, quando percorri una strada di montagna, la tua immaginazione ti porta a guidare una moto in quella stessa situazione? Cioè, sei sufficientemente motociclista da trasformare ogni cosa che vedi con gli occhi o con la mente in un viaggio in moto? Molte persone con cui applico questo criterio mi rispondono categoricamente no e quindi possiamo stabilire che loro non sono motociclisti.
Capita invece che il criceto rombante sia motociclista appassionato e che quando sta guardando una gara di moto dal vivo o in tv immagina se stesso che imita le gesta dei piloti. E partono dei film fantastici in cui, ginocchio, gomito e mento a terra, sfrecciamo in pista forti di un ottimo controllo del mezzo e di una tecnica di guida sopraffina percependo persino le sensazioni fisiche che tanto ci piacciono quando siamo in moto.

 

In più di venti anni di carriera motociclistica trascorsa per le strade di mezza Europa potrete capire quanto abbia corso la mia immaginazione, quanto possa essere presente il desiderio di provare qualche giro di pista e quante siano state le volte che con gli amici ci siamo detti che prima o poi ci saremo andati. A fare da contrasto all’immaginazione c’è la razionalità che mi suggerisce che il mondo della pista vive di regole e situazioni non proprio facili da affrontare. Lo sforzo fisico è superiore a quello richiesto da un’allegra gitarella al passo, gli altri motociclisti in pista potrebbero essere ben più veloci di me e sorge il timore di essere di impaccio agli altri o addirittura oggetto di scherno.
E’ qui che la compagnia di un altro criceto serve da stimolo e condivisione delle difficoltà. E’ nel 2025 che, dopo aver visto assieme gare di moto, dopo aver fatto svariate uscite domenicali in gruppo, scocca la scintilla: suvvia, organizziamoci e andiamo a girare in pista!

Abbiamo deciso quindi che il battesimo sarebbe stato con un corso di guida sportiva in pista in modo da essere protetti e guidati dagli istruttori.
Tra tutti i corsi di guida sportiva abbiamo scelto il team di Tutti Pazzi per la Pista, forse gli unici che consentono l’utilizzo di una moto turistica di proprietà, tra quelli con i prezzi più abbordabili, tra quelli che ispirano più fiducia e simpatia. Si tratta di un’azienda di poche persone attorno alla quale ruota un nutrito collettivo di istruttori federali che si rendono disponibili a partecipare alle giornate di insegnamento incastrandole tra una gara del CIV e un’altra del campionato europeo se non mondiale…
Ad inizio 2026 vengono pubblicate finalmente le date disponibili: prima data 27 aprile a Varano de’ Melegari, quattro giorni prima di EICMA Riding Fest 2026… e noi acquistiamo subito la giornata, dando il via a quattro mesi di ansia, eccitazione crescente e preparazione di documenti e attrezzatura necessaria. E’ in questa fase che abbiamo acquistato paraschiena, stivali, tuta e persino la moto adatta in previsione di successive giornate di pista. E’ in questa fase che mi sono reso conto che frequentare la pista in modo più o meno continuativo richiede uno sforzo economico, fisico e mentale… e pure un po’ di pazienza. E’ un’attività che va affrontata con attenzione e che può presentare ostacoli anche solo nella fase di preparazione.

Giunti finalmente all’attesissimo battesimo della pista, raccontato in maniera spassosa dal collega criceto in un altro report, scopriamo che il team di Tutti Pazzi per la Pista offre veramente quell’atmosfera di protezione e leggerezza necessario affinchè anche il centauro meno avvezzo alla velocità non rimanga traumatizzato. Tra i circa sessanta allievi ho trovato chi va come un pilota, chi invece neanche nasconde il timore nei confronti delle insidie della pista parmigiana e, nonostante questa grande varietà, grazie alla intelligente suddivisione in piccoli gruppi di tre allievi per istruttore, non ho riscontrato particolari scoraggiamenti o difficoltà.

La giornata si è svolta in quattro turni in pista intervallati da momenti di spiegazioni, analisi delle riprese video e indicazioni che hanno cristallizzato la sensazione che avevo quando vedevo i piloti correre. Il motociclismo è un’attività con qualche difetto e tanti pregi: è divertente, è formativa, è di comunità. Tuttavia, come per altri sport, quando la si pratica seriamente, richiede preparazione fisica, rispetto delle norme che regolano lo spazio in cui si opera, comprensione dei gesti tecnici ed esecuzione corretta degli stessi. E nel mio caso il divertimento, la formazione personale e lo spirito di gruppo li ho piacevolmente riscontrati così come l’impatto con la difficoltà del gesto tecnico. A fine giornata tutte le chiacchiere da bar sono state sostituite dalla certezza di come si guida una moto in pista ma metterle in pratica è tutt’altro che facile perchè da un lato la testa ti suggerisce che come ti ha insegnato l’istruttore è troppo estremo, dall’altro il fisico non ti da il sufficiente supporto perchè abituato al divano o, quando va bene, alla gitarella domenicale al passo.

I due criceti partecipanti sono rimasti comunque stimolati a proseguire l’avventura pistaiola, un po’ per dar seguito all’impegno profuso per la preparazione, un po’ perchè, vi assicuro, è un’attività estremamente divertente con uno strascico di soddisfazione piuttosto raro, tanto che di lì a pochi giorni saranno in pista a Misano per due o tre turni e nei mesi a seguire avranno altre occasioni da vivere e raccontare.

Invito tutti quelli che “vorrei ma non posso” a prendere la propria carriera motociclistica, che è parte integrante della propria vita, per le corna. Regalatevi la stessa nostra esperienza che, almeno a noi, ci ha riempito di belle sensazioni. Gaaaassss!

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