Ancora qua.
Sempre nell’area paddock del Misano World Circuit Marco Simoncelli.
Ma stavolta si entra DAVVERO in pista.
E la compagna di giochi è lei:

la MV Agusta F3 800.

Una moto che da ferma è pornografia meccanica pura.
La guardi e pensi:
“Madonna che opera d’arte…”

Poi ci sali sopra e pensi:
“Madonna che tortura medievale…”

Il briefing del mistero
Entriamo nel box, si cazzeggia un po’, si guarda le moto con gli occhi lucidi e parte il briefing.
Due regole in croce.
La più importante:
“Mi raccomando non superate i 6000 giri perché le moto sono in rodaggio.”

Eh?
RODAGGIO?
A me qualcosa non torna.
Perché:
i ragazzi sono quelli di “Tutti Pazzi Per La Pista”
le moto sembrano ESATTAMENTE quelle usate dagli istruttori la settimana prima
e sinceramente l’idea che una F3 da pista viva sotto i 6000 giri mi sembra credibile quanto un vegano alla sagra del cinghiale.
Però vabbè.
Facciamo finta di crederci.

Salgo sulla F3
Oddio.
Scomodissima.
Ma proprio cattiva.
Io poi sopra una supersport compatta ci sto con la grazia di un tricheco su un monopattino.
La sella?
Grip zero.
Appena tocchi i freni:
SLAM.
Direttamente contro il serbatoio con serio rischio di perdere la possibilità di avere eredi.

Però oh… che spettacolo.
Dentro Misano
Entriamo in pista.
E lì passa tutto.
Perché affrontare curve che hai sempre visto solo in TV, teatro di sportellate MotoGP e manate al limite dell’umano… è una roba che mette i brividi.
Il ritmo è tranquillo.
Anche troppo.
Con il limite dei 6000 giri la F3 praticamente ti guarda e dice:

“Tutto qui?”

Ovviamente qualche piccolo “errore di lettura del contagiri” succede.E secondo me pure l’apripista sul dritto tirava MOLTO più dei famosi 6000.
Credo ci stesse palesemente perculando perché eravamo nel turno neofiti.
La F3: bella e stronza
La moto però la sento strana.
Molto estrema.
Appena pinzi i freni scivoli in avanti come un salmone lanciato sul ghiaccio.
Probabilmente per la mia esperienza è ancora troppo specialistica.
O forse semplicemente:
vecchiaia di merda.

Fine turno
Quattro giri.
VOLATI.
Troppo veloci.
Rientro ai box con:
dolori ovunque
ginocchia demolite
polsi distrutti
e quella sensazione fastidiosa di non essermela goduta fino in fondo.
Però poco male.
Domenica ci aspettano:
Triumph Daytona
e Triumph Speed Triple 1200.

E lì si torna a fare i cretini seri.

Domenica – Box Triumph

Arriviamo ai box Triumph Motorcycles.
Qua cambia subito l’atmosfera.
Briefing vero:
spiegazione delle moto
gomme
comportamento in pista

Ci parlano delle Dunlop GP Racer:
omologate strada.
Sì certo.
Come no.
Probabilmente durano meno di un pieno.
Daytona Time
Salgo sulla Triumph Daytona e subito capisco una cosa:
A differenza della F3…
qui non sto soffrendo come un dannato.
Anzi.
Per essere una supersport è pure vivibile.
Mi piace.

Partiamo.
Tempo tre secondi e quelli con la Triumph Speed Triple 1200 sono già spariti nell’iperspazio.
E che cazzo.

Mi ritrovo quindi con un altro ragazzo su una Triumph Street Triple.
Le curve si susseguono veloci, la moto mi ricorda un po’ la “Gattona” e inizio finalmente a divertirmi.
Mi sento ancora impiccato:
in staccata
in percorrenza
praticamente ovunque
Ma va bene.
Serve girare.
Sto chiudendo il secondo giro e…
BANDIERA ROSSA.
E ALLORA!!!!!!!!!!
Un patacca con una KTM è andato lungo alla prima curva e si è steso.
Si rientra ai box.
Il tipo di Triumph ci tranquillizza:

“Stanno rimuovendo la moto, tra poco rientrate.”

E così facciamo un altro giro e rientriamo…
E conferma definitiva:
Misano è una roba meravigliosa.

La tragedia vera

Esco dai box.
Scopro che la granita blu radioattiva…
È FINITA.
Dolore.
Vuoto.
Smarrimento.
Per fortuna nei box mi aspetta lei:
Triumph Speed Triple 1200.

Speed Triple 1200 – “Ok adesso facciamo sul serio”

Altro briefing.
Stesse raccomandazioni.

Finalmente partiamo.
Mi metto dietro l’apripista.
Il ritmo inizialmente è tranquillo, quasi turistico.
La moto però è PAZZESCA.
Le gomme sembrano saldate all’asfalto.

Marco mi passa all’interno come un assassino professionista e si attacca ai polpacci dell’apripista.
L’apripista capisce il messaggio.
E apre.
Io con mezzo secondo di esitazione penso:
“Ma sì dai… moriremo da uomini.”
E spalanco il tre cilindri.

MAMMA MIA.

Misano + Speed Triple = droga
Arrivare alla staccata della Quercia con la Speed che canta è una roba da pelle d’oca.
La curva del Tramonto?
Fantastica.
E il Curvone…

Madonna il Curvone.
Io lo prendevo intorno ai 160 e la moto continuava a sussurrarmi:
“Di più…”
“DAI…”
“APRIIII…”
Per fortuna l’altro ragazzo sulla Speed inizia a rallentarmi.
E sottolineo:
PER FORTUNA.

Perché altrimenti probabilmente avrei scoperto nuove religioni direttamente nella ghiaia.

Fine giornata
Quattro giri.
Ancora troppo pochi.
Rientriamo ai box con quel sorriso da completo idiota stampato in faccia.
Quel sorriso tipico di chi ha capito una cosa molto semplice:
la pista crea dipendenza.

E adesso l’unico problema sarà aspettare la prossima volta 😄

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