IN PISTA A MISANO!!!
Così come ce l’ha preparata il destino questa è stata una delle settimane più intense che mando a memoria. Il battesimo della pista è stato giusto sei giorni fa, il 27 di aprile, e nel fine settimana lungo del primo maggio torniamo già alla riscossa. L’occasione è il capodanno motociclistico di EICMA Riding Fest 2026, il festival organizzato da EICMA insieme ai costruttori di moto, nella forma di alcuni volenterosi concessionari, grazie al quale migliaia di appassionati possono provare tutti i modelli attualmente in vendita… Capirai, per noi è un invito a nozze! Già alla precedente edizione del 2025 ci eravamo tuffati nel paese dei balocchi e i nostri racconti sono stati sufficientemente convincenti tanto da spingere altri due criceti a venire con noi: alle 6 del venerdì mattina il gruppetto di 4 biker si ritrova a Lucca per la partenza, senza indugio, verso il circuito di Santa Monica, con in mente un approccio diversificato all’evento. Chi ha in programma di ripetere l’esperienza del 2025 aggiungendo però il pepe con qualche promesso turno in pista. Chi ha da provare qualche moto nuova perché, pur non avendo intenzione di cambiare la propria, l’esperimento di se stessi su altri modelli è interessante e divertente. Chi infine non ha da provare niente ma apprezza tre giorni di gita in cui l’unico argomento sarà le due ruote.
Il viaggio di andata è stato senza intoppi, tra una colazione in prossimità del Passo del Muraglione e un rifornimento carburante già tra le colline della Romagna, incontrando però un’inaspettato freddo invernale che nei giorni successivi si farà comunque sentire.
Arrivati presso il circuito di Misano iniziamo subito con il tour-de-force dei test-ride sapientemente intervallati dalle più o meno lunghe file per le iscrizioni. Uno dei criceti, nel pomeriggio, ha il suo primo incontro con la pista misanina, di cui certamente racconterà con il consueto spirito divertito, mentre gli altri, mescolati in mezzo a millemila loro simili, si concedono una mezz’ora di riposo sugli spalti per seguirlo nei suoi passaggi sul rettilineo dei box.
Tra il venerdì e il sabato le moto che ho avuto modo di provare sono:
Zontes 703RR
Ducati Streetfighter V4S
QJ SRT700SX
MV Brutale 800
MV Turismo Veloce
Royal Enfield HTNR350
Fantic Caballero 500

Arriviamo alla domenica con il solito carico di ansia e impazienza… E’ il giorno dei due turni in pista… A Misano! Va detto che questi turni si prenotano, acquistandoli, diversi giorni prima dell’evento e sia il giorno che l’ora dell’apertura delle prenotazioni sono sconosciuti. Questa è avvenuta più o meno all’ora di pranzo del 22 aprile… e ce ne siamo accorti solo dopo le ore 17. La mia intenzione era di testare Yamaha R7, Ducati Panigale V4S e Triumph Daytona 660, in turni dedicati ai neofiti, perchè ricordiamolo, comunque è la prima volta che giriamo a Misano ed è la seconda volta che scendiamo in pista in assoluto: fatto sta che i turni per neofiti finiscono in un batti baleno ed è così che sono riuscito a prenotare per KTM Duke 990 R, Triumph Daytona 660 (evviva!) e Triumph Speed Triple RS. Tralasciamo l’inconveniente per cui, per la fretta, le due Triumph le ho prenotate per lo stesso orario: per fortuna, contattando il cutomer care di EICMA sono riuscito a cancellare la Speed e ad ottenere persino il rimborso. Per fare le cose fatte bene, la mattina della fatidica domenica decidiamo quindi di fare un test-ride presso KTM per provare la Duke 990 R… che ovviamente non è più disponibile! Riesco comunque a provare la sorella minore, Duke 790 R, per farmi un idea di cosa mi aspetterà di lì a un paio di ore. E già che sono lì faccio l’ultimo test-ride su strada con una piccola KTM Enduro 390, che è in assoluto l’esatto contrario della kappona in pista: un sacco di potenza in meno e movimenti in sella alla rovescia, giusto per confondere le idee!
Ore 12:10, si avvicina il primo turno, vado al box KTM, faccio l’accettazione, scambio due parole con i miei compagni di turno e attendo gli eventi, con l’eccitazione a mille. Facciamo il briefing e poco dopo ci consegnano le moto: via, si parte! La pista di Misano da una sensazione differente rispetto a Varano: il nastro d’asfalto è un’autostrada, il prato e i ghiaioni attorno sono infiniti tanto che mi vengono in mente giraffe, leoni e elefanti in lontananza nella savana, le curve sembrano più rotonde, i rettilinei ti danno il tempo di buttarti in carena e snocciolare tre o quattro marce prima di pensare alle staccate. La relazione con la kappona è però un po’ tormentata: mi diverto come un matto ma sono un po’ in difficoltà nel gestire la velocità e la potenza, i comandi e i movimenti del corpo tanto che l’apripista diventa quasi subito un miraggio e pure i miei compagni mi staccano lasciandomi da solo già all’inizio del terzo giro. E’ qui che, attraversando il traguardo, ancora a mettere dentro marce, intravedo in fondo al rettilineo qualcosa, una nuvola grigia che si alza: subito penso che uno dei miei compagni abbia rotto il motore. D’istinto tolgo un po’ di gas, continuo ad osservare, la nuvola grigia diventa più polverosa e ci individuo dentro la sagoma della moto: il ragazzo ha sbagliato il punto di staccata, si è impanicato e si è attaccato inutilmente al freno posteriore per poi infilarsi nella ghiaia, ad ancora 100 chilometro orari. Ha gestito incredibilmente la moto ondeggiante fino a quando, arrivato ai 50, è ruzzolato a terra. Porca vacca! Spero non si sia fatto male ma le regole della pista vanno rispettate, in modo assoluto, quindi lo sfilo alla mia sinistra e proseguo il mio giro in solitaria col pensiero di aver lasciato lo sfortunato al suo destino. Realizzo anche che da lì a poco dovrei veder comparire una bandiera rossa, ma ancora niente, quindi continuo a girare fino a quando, a 200 metri dall’uscita verso la pit-lane, scorgo la bandiera rossa. Infine alzo il braccio sinistro e me ne esco per riconsegnare la moto con un giro di anticipo rispetto al programma. Uffa!

Ho quindi un’ora di tempo prima del turno successivo e lo passo con un bel sorriso stampato in faccia a chiacchierare con uno dei criceti con il quale girerò in sella alle Triumph. Sento però che dentro rimugino fra me e me sul tracciato, sulla tecnica di guida che devo provare a migliorare, sulle traiettorie che non azzecco neanche per sbaglio: insomma, un misto di sconcerto e felicità. E’ il caso di stemperare il caldo primaverile e l’atmosfera di attesa con l’ennesima granita nucleare!
Ore 14:00, siamo al secondo turno, facciamo il consueto briefing al box Triumph, attrezzatissimo di sedie, monitor con video esplicativo ed un istruttore rilassato ma assertivo: sarà l’istruttore che farà da apripista per il gruppo di sei moto del mio turno. E’ l’ora e i tecnici mi consegnano la piccola Daytona 660 R, questione di secondi e imboccheremo la pit-lane per poi lanciarci… Panico… non mi entra la prima. Spingo con i piedi la moto mezzo metro in avanti e riprovo… niente, e gli altri stanno partendo. Arriva un tecnico Triumph e, mentre io tengo disinserita la frizione, lui tira un pestone al pedale del cambio e la marcia entra… Sta partendo anche il gruppo delle Ducati ma si fermano e aspettano che io parta… scusatemi, sono pricipiante!!! I miei compagni già in pista e alla curva 1, in fondo al rettilineo.
Sono di nuovo da solo, inseguito da tutto Borgo Panigale, e davanti a me ho il vuoto e mi metto di impegno a spingere quanto posso. Scopro che la Daytona funziona da dio, non mi mette in difficoltà in nessun modo, la potenza è quella giusta per pensare a far bene, almeno nelle intenzioni, le curve, le staccate e i cambi di direzione. Sul lungo rettilineo ho persino il tempo di percepire le mie azioni, di pensare al momento buono per infilare la marcia successiva. Cavolo… altro che KTM: così è ganzo da morire, riesco a gestire il mezzo che sento più amico.
Così recupero il distacco dal mio gruppo, delle rosse dietro di me neanche una traccia, solo che non riconosco il mio gruppo come tale e quindi supero uno dopo l’altro, curva dopo curva, i miei compagni fino a quando non riconosco l’altro criceto su Speed Triple e mi piazzo dietro l’istruttore: probabilmente stavano andando un po’ a passeggio per aspettarmi, di nuovo chiedo scusa, e da questo momento tutti quanti si adattano alla mia andatura facendo l’ultimo giro come si deve. Infine giunge la bandiera rossa di fine turno e ce ne usciamo in pit-lane per riconsegnare le cavalcature: io con un sorriso fino alle orecchie e pure sorpreso dalle belle sensazioni portate non da un missile da 200 cavalli ma dalla piccola Daytona. Appena incrocio l’altro criceto me ne esco con “Devo comprare una Daytona!” rendendomi contemporaneamente conto che è un’affermazione che di razionale non ha proprio niente.
Ora che scrivo, a distanza di diversi giorni, ho ancora nei miei cinque sensi tutte le sensazioni vissute in questi due turni a Misano che sono stati il coronamento finale di tre giorni di ottimo motociclismo, privi di indebiti disturbi esterni. Segnalo infine, sempre a posteriori, che i due criceti freschi di prima esperienza all’EICMA Riding Fest, sono rimasti assolutamente contenti e hanno raccolto nuovi stimoli per continuare a vivere la loro carriera motociclistica al meglio. Questo in particolare credo che sia proprio lo scopo degli organizzatori e a me fa altro che piacere.

