Honda Live Tour Viareggio 2026

Non ce n’era bisogno, non abbiamo da cambiare la moto e non ci hanno pagato, ma le giornate di test-ride organizzate dalle reti di vendita dei costruttori, a noi criceti, piacciono un sacco. E negli ultimi anni questo tipo di eventi è fiorito consegnandoci primavere gonfie di appuntamenti. Quindi siamo andati, il 20, 21 e 22 marzo, con lo spirito dei bambini di fronte ai nuovi giochi di Natale, a provare nuove moto e nuove tecnologie, a colmare le lacune e le curiosità che abbiamo. Grazie Motortime Viareggio. Grazie Southland Discoveries.
Accumulata una carriera motociclistica di 20, e per qualcuno addirittura 30 anni, ancora non avevamo provato a fare qualche chilometro con una cruiser e questa assai fresca giornata di inizio primavera in quel di Viareggio è subito parsa l’occasione giusta: Honda CMX1100 Rebel versione 2026.

Durante queste due giornate abbiamo avuto disponibili CB650R – CBR650R – Hornet 750 – Hornet 1000 – Africa Twin – Transalp – CMX 1100 Rebel – NT1100 – GB350 – NX 500. A questo punto il racconto si fa necessariamente un po’ più personale perché mi è chiaro che l’universo motociclistico è rappresentato anche dal settore cruiser e/o custom e non vorrei far passare il messaggio che questo sia un settore minore: è semplicemente un mondo che non conosco.
Mi sono trovato di fronte ad una moto tecnologica, con un motorone bicilindrico parallelo che spinge deciso che suona non esuberante ma piacevole. Le manovre da fermo sono risultate facilissime, la compattezza della moto e assenza di fronzoli cromati tipici di altre famose cruiser mi hanno regalato serenità anche in mezzo al vivace traffico domenicale del centro versiliese. L’ultima versione del cambio DCT Honda richiede 10 minuti di adattamento perché devi spippolare sui blocchetti invece che trafficare con pedale cambio e leva frizione e quelli come me che sono affezionati al cambio tradizionale ci devono pensare su prima acquisire la dimestichezza che la moto ti può consentire.

Tutto bello, ma… Quando sono rientrato dal test ride, gli altri criceti mi hanno chiesto un pensiero a caldo e io ho risposto con lo sguardo basso scuotendo la testa: no, non fa per me. La posizione in moto mi è sembrata innaturale, con le braccia giustamente in avanti e i piedi, dopo aver tastato alla cieca alla ricerca delle pedane, in avanti pure loro, appoggiati senza la possibilità di fare forza per aiutare le manovre di guida come si fa con le moto che mi sono più congeniali. Dopo 20 minuti di guida in cui apparentemente non ho percepito difficoltà ho scoperto che non sono mai stato veramente a mio agio, sempre in tensione, perché le articolazioni alle anche sono leggermente doloranti. Anche l’avantreno è posizionato tanto avanti costituendo quindi l’ennesimo elemento di un insieme che scollega le mie intenzioni di guida dalla sensazione che la moto faccia esattamente di conseguenza.
Non mi fraintendete: sto dipingendo l’esperienza a tinte forti giusto per far passare il concetto, ma in verità posso affermare che la Rebel è una moto vera, ampiamente fruibile, in grado di soddisfare tutte le richieste degli amanti del genere che è certamente arricchito da una sottocultura credo più complessa rispetto al resto del mondo motociclistico. Il fatto è che la preferenza e l’abitudine per altri tipi di motocicletta mi rende impacciato di fronte a questa e alle altre cruiser e non ne colgo la validità perché non faccio parte del mondo sottostante.
Grazie al lavoro degli operatori che ci regalano queste giornate di test mi sono infine riconciliato con la mia natura criceto-motociclistica scoprendo altre belle moto tra le quali, nel mio caso, spicca la CB750 Hornet. Compatta, leggera, facile come tutte le Honda, e con un bel propulsore… bicilindrico. Mi è sbocciato il sorriso.

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