Tris

Tutti Pazzi Per la Pista Parte 1

Gattona

Ebbene sì, “Tutti Pazzi Per La Pista”… e dopo questa giornata posso confermare che pazzi lo siamo davvero.

Si parte già carichi dalla sera prima, con una cena da Pippo che definire “abbondante” è come dire che in pista “si va piano”. Gnocco fritto grande quanto un airbag aperto, roba che una volta tagliato ci potevi parcheggiare dentro un intero tagliere di salumi senza problemi. A seguire pizza “porcabomba” (nome già rassicurante), formaggi con miele da meditazione, sacchetti in salsa di noci (credo… o qualcosa che comunque spariva molto velocemente) e un maialino con polenta che ha fatto tacere ogni forma di dignità.
Insomma, più che una cena, un test di resistenza gastrica. Promosso Pippo, senza appello.

Maialino ubriaco

La mattina dopo, con ancora lo gnocco che combatte per la libertà nello stomaco, arriviamo all’autodromo di Varano belli freschi (si fa per dire). Box numero 13… scelta che già mette un certo pepe alla giornata, soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha già una stagione abbastanza “sfortunata” di suo.

Scarico la moto, mi piazzo, pago il saldo e via a curiosare: un parco giochi per malati di motori. Apollo da paura, miniGP ovunque con ragazzini più preparati di noi e genitori in modalità team manager della MotoGP.

Briefing iniziale: scopriamo che metà delle paranoie su protezioni e controlli erano… come dire… molto teoriche. Nessuno controlla niente, uno perde pure la suola dello stivale e via, tutto normale. Però oh, il paraschiena ce l’avevano tutti, quindi a posto così.

PitLane
In Gabbia

Primo turno:
Bandiera verde… e via… a passeggio.
Ritmo da gita domenicale, roba che con il Ciao facevo tempi migliori. Io già a rosariare dentro il casco. Praticamente serve solo per capire dove sono le curve. Velocità massima? Boh, credo di aver visto i 100 solo col binocolo.

Rientro ai box con un misto di frustrazione e speranza. Debriefing: “posizione da migliorare”.
Grazie al… andando a passo nonno col deambulatore è anche difficile muoversi in sella, ma va bene, incasso e porto a casa.

Secondo turno:
Le cose iniziano a sembrare meno da processione e più da pista. Montano pure la telecamera, quindi oltre a fare schifo, verrà anche documentato. Perfetto.

Finalmente arrivo dietro all’istruttore, un filo più di ritmo, riesco a prendere dei riferimenti… ovviamente SBAGLIATI.
Quando mi fa passare davanti, apro un po’ il gas e la “Gattona” inizia a dire la sua.
Alcune curve vengono bene, altre le interpreto tipo arte moderna: incomprensibili.

Ultimo tratto, errore sulla doppia destra (io la tratto come un 180°, lei invece era più sofisticata… tipo un 90° + cambio di direzione… vabbè).
Rettilineo, tiro… bandiera rossa.
Confusione totale: rallento, poi no, poi sì, poi tiro… morale: frenata completamente cannata perché il riferimento era preso a 120 e io stavo a 160.
Dettagli.

Debriefing: mi becco il cazziatone light e qualche dritta utile. Giusto così.

Tris

Pausa pranzo:
Io sogno focacce, panini illegali, roba goduriosa…
Trovo due panini tristi e una piadina depressa.
Mangio lo stesso, perché ormai ho perso ogni dignità già la sera prima.

Terzo turno:
Ancora un po’ di lentezza generale, io ormai decido: “vado a sentimento”.
Quando finalmente tocca a me, inizio pure a girare decentemente…
Bandiera rossa.
A metà giro.
Bestemmia in Dolby Surround.

Ultimo turno:
Niente telecamera (grazie al cielo), quindi meno cinema e più gas.
Finalmente un giro come si deve: linee migliori, postura meno da turista, ginocchio che esce con più convinzione… anche qualche sorpasso.

…e indovina?
Bandiera rossa.
DI NUOVO.

Debriefing finale:
“Ok, ci siamo quasi.”
Peccato che i giri “seri” siano stati tipo sei in croce.

Conclusione:
Organizzazione top, istruttori super, pista molto tecnica e divertente.
Esperienza da rifare assolutamente… magari riuscendo anche a girare davvero 😄

Però il ricciolo sulla gomma ce l’ho fatta a mettercelo! 

Ma oh…
Se non altro ora so che lo gnocco fritto gigante è un ottimo carburante pre-pista. Forse.

 
 
Ricciolo!!

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