Dalle Saline a Volterra 15-2-26

Un nastro d’asfalto che si arrampica deciso, con la prima marcia che urla e il gas che va aperto con rispetto, perché qui la salita non perdona l’indecisione.
I primi tornanti ti prendono alla sprovvista: larghi quel tanto che basta per farti credere di essere comodo… prima di stringersi e ricordarti che sei ospite, non padrone. Le balle di fieno ti guardano da vicino, il guard-rail è lì a misurare il coraggio.

Poi il ritmo cambia.
La strada sale, curva, rilancia. La moto si alleggerisce davanti, il motore canta, e ogni uscita di curva è una promessa: se tieni aperto, Volterra si avvicina. I rettilinei sono brevi ma sinceri, quelli dove non guadagni tempo se non hai convinzione.

Quando il panorama si apre, non c’è tempo per guardarlo.
Le mura di Volterra stanno lassù, immobili, come a dire: “Arrivaci se ne hai”. L’aria cambia, il pubblico aumenta, i tornanti finali diventano più tecnici, più lenti, più cattivi. Qui non vince il più potente: vince chi guida pulito e non spreca nulla.

È una salita che non fa scena:
fa selezione.

E quando tagli in alto, con il motore caldo e il casco che vibra ancora, lo capisci subito:
questa non è solo una strada in salita.

È una prova di carattere.

Prima uscita dell’anno.
Prima vera uscita con Trippetta.


E già qui il criceto rombante stava facendo stretching, perché dopo qualche giorno un po’ tribolato – con annessi triboli idraulici degni di una soap opera meccanica – non poteva che andare così: nuvoletta Fantozziana incrociata, salutata, temuta… ma non abbastanza da farci restare a casa.

Casco chiuso, chiave girata, e via che ci instradiamo verso Volterra.
Prima però c’è da sopravvivere al livello tutorial: rotonde. Tante. Troppe. Qualche litigio, qualche imprecazione dentro al casco, e poi… FIPILI. Un tratto necessario ma emotivamente piatto, dove ci smarriamo fino a Pontedera con il criceto che corre sì, ma sbuffando.

Finalmente usciamo dalla superstrada e si respira.
Capannoli ci accoglie con panorami belli ma strada ancora un po’ monotona. Però la nuvoletta Fantozziana ormai è un ricordo lontano e il sole prende il comando: scalda l’asfalto, illumina la traiettoria e mette il criceto nel mood giusto. Si scorre tranquilli fino a La Sterza, dove finalmente l’asfalto si sveglia.

Ed è lì che succede qualcosa.
Trippetta comincia a parlare.
Feeling che arriva piano ma deciso: “Vai sereno, questo passo è una bazzecola.”
Il motore spinge forte, così fluido che quasi ti dimentichi dell’esistenza del cambio. Ci stiamo ancora studiando – gomme mai provate, moto praticamente nuova – ma ci capiamo. E quando succede… il criceto sorride.

Arriviamo alle Saline e affrontiamo l’incrocio più ambiguo del creato.
È un incrocio?
È una rotonda?
C’è un disco bianco per terra ma anche uno stop per quelli davanti…
Si passa con rispetto e un filo di superstizione, poi il solito sguardo all’autovelox fisso: rallenta, respira, supera.

E poi… finalmente… la salita per Volterra.

Curve vere. Panorama che si apre. Visibilità ottima, poche curve davvero cieche, rettilinei che ti invitano a scalare e dare gas. Il criceto urla “DAI!”, la parte razionale risponde “Calma.”
Per una volta vincono entrambe: si spinge il giusto, senza esagerare, ma mangiando tornanti uno dopo l’altro mentre si sale verso il castello. Qui capisci subito perché il CIVS passa di qui da una vita: questa strada è fatta per far godere.

Purtroppo Volterra arriva in fretta.
Troppo in fretta.


Parcheggio, casco giù, caffè in centro. Criceto sudato, felice, appagato… ma già pronto a ripartire.

Si risale in sella e si torna verso i rispettivi paeselli, con una certezza in testa:
prima uscita dell’anno, prima uscita con Trippetta…
promossa a pieni giri

Total distance: 157.24 km
Download file: Volterra.gpx

Un commento

  1. Sì, la prima uscita dell’anno è stata piacevole e morbida. Ci siamo sgranchiti le gambe, i polsi, la schiena. Andata con curve, bar volterrano, ritorno con curve. E mi sono rimasti negli occhi due dettagli: La quantità di motociclisti e relative cavalcature e il verde già intenso che colora i campi della campagna pisana. A dispetto del mercato europeo delle moto che sta vivendo un meno a doppia cifra, gli appassionati hanno colto al volo la prima domenica di sole. Buona stagione ragazzi e ragazze!

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